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Telemedicina: le indicazioni ad interim dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per l’emergenza COVID-19

Nel mese di aprile 2020, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato le “Indicazioni ad interim per servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria COVID-19” per fornire supporto alla realizzazione di servizi in telemedicina durante l’emergenza sanitaria. Il Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’ISS sta collaborando con le diverse realtà operative sul territorio italiano fornendo il proprio supporto alla realizzazione di soluzioni concrete, rapide da applicare e tali da offrire le migliori garanzie di sicurezza sanitaria sia per i pazienti che per i professionisti sanitari.

L’intento è quello di individuare le criticità e di conseguenza offrire delle indicazioni e soluzioni pratiche sostenute dalle evidenze. L’obiettivo è sorvegliare le condizioni di salute di persone in quarantena, in isolamento o dopo dimissione dall’ospedale, oppure isolate a domicilio dalle norme di distanziamento sociale ma bisognose di continuità assistenziale, pur non essendo risultate positive al COVID-19.

L’ISS ha registrato numerose esigenze di cura ed assistenziali sia negli ospedali che nei territori. Inoltre, i medici, specialmente nell’ambito dell’assistenza primaria, hanno sollecitato interventi di facile applicazione, con un approccio pragmatico sul piano tecnologico e organizzativo ma anche rigorosi sul piano della pratica e della tutela della sicurezza, utilizzando la rete e la tecnologia per annullare la distanza tra persone e ridurre al minimo il rischio di un ulteriore diffondersi del COVID-19.

Il lavoro è stato pensato per la situazione di emergenza sanitaria del COVID-19: di conseguenza, al momento non viene studiata la possibilità di estendere i servizi di telemedicina attivati durante l’emergenza oltre la durata della stessa. Questo perché attualmente, rispetto al sistema sanitario italiano pubblico, occorre un ulteriore approfondimento circa la metodologia di valutazione delle soluzioni dal punto di vista sanitario e gestionale per realizzare servizi in telemedicina coerenti tra loro su tutto il territorio nazionale, ma anche adattabili alle realtà locali.

Le indicazioni illustrate sono raccolte in un unico modello di riferimento, pensato per offrire servizi sanitari e supporto psicologico alle persone a domicilio usando soluzioni in telemedicina, per sorvegliare proattivamente le loro condizioni di salute in diversi contesti: dopo la dimissione da reparto ospedaliero, in corso di quarantena o di isolamento, in caso di isolamento domiciliare indotto dalle norme di distanziamento sociale per quelle persone che necessitano di continuità assistenziale, pur non essendo risultate positive al COVID-19.

Qui è possibile accedere al documento completo.

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Laurea magistrale in Scienze Antropologiche ed Etnologiche presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Specializzata nel campo dell’antropologia medica, ha condotto attività di formazione a docenti, ingegneri e medici operanti in contesti sia extra-europei che cosiddetti “multiculturali”. Ha partecipato a diversi seminari e conferenze, a livello nazionale e internazionale. Ha lavorato nel campo delle migrazioni e della child protection, focalizzandosi in particolare sulla documentazione delle torture e l’accesso alla protezione internazionale, svolgendo altresì attività di advocacy in ambito sanitario e di ricerca sull’accesso alle cure delle persone migranti irregolari affette da tubercolosi. Presso l’Area Sanità di Fondazione ISTUD si occupa di ricerca, scientific editing e medical writing.

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