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Raccontare le pandemie: il caso del 1348

pesteL’articolo che qui presentiamo si propone di utilizzare l’approccio della medicina narrativa per aiutarci a rileggere un importante capitolo della storia europea: quello della crisi del 1348 e della grande pandemia di Peste Nera che ne rappresentò il momento culminante.

In particolare, nella consapevolezza che poche discipline come la storia abbiano nella narrazione la propria specifica ragion d’essere, abbiamo cercato di rileggere quegli eventi, che per molti versi presentano importanti analogie con l’attualità dei nostri tempi, da un’angolatura prospettica che ne esalta tre dimensioni fondamentali:

  • la disease, che può essere rappresentata come l’espressione del lato clinico e medico della malattia
  • la illness, che identifica la relazione soggettiva ed emotiva che viene stabilendosi tra malattia e ammalato
  • la sickness, che definisce infine il rapporto che viene creandosi tra la malattia, il malato e la società nel suo insieme e che sovente si esprime in termini di stigma, pregiudizio e archetipi condivisi.

Utilizzando il linguaggio e i criteri specifici della medicina narrativa, abbiamo quindi ripercorso le vicende di quegli anni cercando di identificare quale sia l’approccio alla malattia dell’uomo e della società medievale nel suo insieme, dando voce alle vive testimonianze e alle storie di quanti quelle vicende le hanno vissute e raccontate.

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Laurea in Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Milano, Master in International Affairs presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) di Milano, Master in Business Management (ILA) presso ISTUD. In qualità di collaboratore scientifico, ha collaborato per tre anni (2005-2008) con il Centro Italo-Tedesco Villa Vigoni, specializzandosi sui temi delle relazioni economiche e culturali fra Italia e Germania. Presso ISTUD si occupa di ricerca nell’area dell’organizzazione e dei progetti finanziati internazionali (LLP ed Erasmus +), con particolare riferimento ai temi della multiculturalità e dell'applicazione della prospettiva storica agli studi organizzativi. In questa veste è responsabile dal 2008 del percorso formativo denominato “Analogie, lezioni per manager” che si propone di utilizzare la metodologia analogica per la formazione e la crescita professionale dei livelli dirigenziali. Ha collaborato con l'Area Sanità della Fondazione, con particolare riguardo all'utilizzo dell'approccio narrativo negli studi di ricerca applicata.

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