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Procreazione Medicalmente Assistita ed esperienze dei giovani medici di Medicina Generale: due project work dal Master in Medicina Narrativa Applicata

 

Di Paola Chesi e Alessandra Fiorencis

Vi presentiamo due project work sviluppati nell’ambito del Master in Medicina Narrativa Applicata, per sottolineare e valorizzare l’aspetto applicativo di questo percorso formativo di Fondazione ISTUD: ossia quello di fornire gli strumenti concreti della Medicina Narrativa per agire efficacemente nei contesti sanitari, migliorare il clima di lavoro, le relazioni all’interno dei team di cura, e le relazioni tra curante e paziente.

procreazione

Christian Schloe – A Midsummer Night’s Dream

L’infertilità di coppia e i percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA) sono il tema affrontato nel progetto “In viaggio per diventare genitori”, di Francesca Memini (digital communication consultant), partecipante alla passata edizione del Master. Anche secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, moltissime delle donne che affrontano un trattamento per l’infertilità mostrano (sia pure in misura diversa) sintomi di ansia, irritabilità, profonda tristezza, auto-colpevolizzazione, calo di energie e di motivazione, ipersensibilità e tendenza all’isolamento. L’attenzione e la sensibilità verso il vissuto emotivo dell’infertilità da parte dei medici, quindi, si rivela molto importante per le coppie, in particolare per le donne: un atteggiamento empatico da parte del medico viene sempre più raccomandato a livello internazionale, ed è considerato parte integrante di un buon trattamento.

Obiettivi del progetto sono stati quelli di indagare la qualità dei percorsi offerti per il trattamento dell’infertilità, le eventuali strategie di coping, e la gestione dei risvolti psicologici e dei vissuti a livello sociale, e il grado di informazione ricevuta rispetto ai possibili fattori di rischio. Le narrazioni, tutte al femminile e sotto forma di racconto libero, sono state raccolte online tramite l’utilizzo di un blog, con un’attività di promozione su forum dedicati e social network.

In sede di analisi, le storie raccolte hanno evidenziato diverse dimensioni legate all’infertilità e alla PMA. Tra queste emergono: la difficoltà nella relazione coi medici (che si esplica nel fenomeno del “doctor shopping”) e con il sistema sanitario; l’importanza di internet come strumento di coping cognitivo e dei social network come spazio di supporto emotivo. Inoltre, dall’analisi delle storie emerge l’immaginario che circonda la condizione dell’infertilità, i percorsi di PMA e i risvolti psicologici individuali e di coppia, talvolta rappresentati attraverso espressioni metaforiche: il desiderio di avere un bambino che diventa sogno, la speranza in un miracolo, il comune senso di solitudine nell’affrontare questa guerra; la visione di sé come vere e proprie guerriere in un cammino difficile, o come vittime del destino.

Il secondo project work, di Grazia Chiarini (medico), riguarda le narrazioni delle esperienze e delle aspettative dei giovani medici che si affacciano alla Medicina Generale. L’obiettivo è stato quello di raccogliere e interpretare le storie delle scelte professionali e delle prime esperienze di cura dei giovani medici: la motivazione per la scelta della facoltà, e le aspettative che hanno accompagnato il percorso di studi; le difficoltà incontrate, e le speranze che hanno animato gli anni di studio; le prime relazioni con il paziente, e i suoi mutamenti nel tempo. A questo obiettivo generale se ne sono affiancati altri, più specifici, quali lo stimolo alla riflessione, l’analisi dei vissuti dei medici, l’individuazione delle criticità, con la prospettiva di aumentare la consapevolezza del proprio ruolo nella relazione col paziente.

Il progetto si è svolto tramite la raccolta delle storie di medici appena laureati, medici che frequentano il Corso di Formazione in Medicina Generale e medici che lo hanno terminato da poco; medici che, pur provando a superare gli esami dei corsi a numero chiuso, non sono riusciti a entrare in alcuno di essi.

Per quanto riguarda la metodologia, sono stati utilizzati dei racconti semi-strutturati che hanno rappresentato la traccia per lo sviluppo delle narrazioni. Le narrazioni sono state analizzate in base all’individuazione delle classificazioni utilizzate nella Medicina Narrativa. È stata analizzata la figura di medico che emerge e la relazione di cura che ne deriva, sono state esplorate le metafore utilizzate nel testo, ed è stata effettuata una analisi quantitativa delle parole ricorrenti. Inoltre, sono stati individuati dei “nodi” in cui raggruppare gli elementi emergenti dalle narrazioni, con lo scopo di confrontare i loro aspetti comuni e le loro differenze: la scelta del titolo e della facoltà; le motivazioni, gli episodi, le persone che hanno influenzato questa scelta; le aspettative prima e dopo la laurea e la scelta della specializzazione; il primo contatto con il paziente, gli episodi importanti che hanno segnato la relazione coi pazienti, o i rapporti coi colleghi e i tutor. Una volta terminato il Corso di Laurea in Medicina, infatti, vi sono una pluralità di scelte e di motivazioni alla base del percorso formativo, lavorativo e di vita. Alle difficoltà “professionali”, quindi, si sommano le inquietudini legate alle incertezze del futuro.

Permettere ai giovani medici di esprimere queste difficoltà può aiutarli ad acquisire maggiore consapevolezza di sé e delle proprie motivazioni, delle aspettative, e della proiezione dei propri desideri. La figura di medico che appare dai racconti è quella di un professionista che, pur con incertezze e ripensamenti, con un bagaglio di nozioni ma anche di storie di vita personali che lo hanno arricchito, è capace di prendersi cura a tutto tondo dei propri pazienti, sia dal punto di vista clinico che relazionale. Gli aspetti burocratici, la spersonalizzazione di certi ambienti di lavoro non aiuta. Ecco perché la voce di questi medici e degli altri professionisti del “prendersi cura” deve diffondersi.

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