LE PANTOFOLE: UN CONTRIBUTO DELLA DR.SSA MADDALENA PELAGALLI

Dr.ssa Maddalena Pelagalli, laureata in Lettere Moderne a La Sapienza di Roma, ha conseguito il Master in Medicina Narrativa Applicata presso la Fondazione ISTUD di Milano. Attiva nel volontariato dal 2001 e dal 2012 Vicepresidente di APMAR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare. In questo ruolo partecipa a tavoli istituzionali, attività di informazione e formazione (collabora con TRAME Formazione), riportando sempre al centro l’ascolto dei bisogni delle persone.

Di tutta questa storia della pandemia ciò che mi porterò dietro, alla fine? certo, il dolore, le morti, i dibattiti, i bollettini quotidiani, le conferenze stampa …..ma io, per me….. saranno le pantofole!

In vita mia, dacché ero bambina, ho sempre indossato le scarpe dalla mattina a completamento del vestiario, anche solo in casa, fino alla sera e come ultima cosa da togliere prima di indossare il pigiama per andare a letto.

Mai e poi mai ho rinunciato, se non per malattia, a girare per casa con le scarpe.  Lo so, non sono nordica ma per me è sempre stato un mio tratto distintivo, nonostante le litigate con mia madre che pretendeva addirittura il vestito da casa.

Poi è iniziata la COVID e da lì l’attenzione alla super igiene da cui il doversi toglier anche le scarpe all’ingresso a casa.

Con il primo lockdown, divisione dei compiti: il marito adempiva ai bisogni primari della spesa e del cane negli orari diurni mentre io uscivo solo di sera per far fare il giro al cane. Prima di uscire quindi dovevo infilare le mie agognate scarpe e lasciare le pantofole all’ingresso, davanti alla porta. 

Abito a Roma, in una zona centrale ed il paesaggio notturno era surreale: tutto vuoto, libero, senza traffico, silenzio assordante, tutto buio….pure il cane aveva paura e si guardava guardingo! 

Al rientro, certe volte ho fatto finta di non vedere quelle tristi pantofole che mi attendevano e sono arrivata alla fine del corridoio ma poi, presa dai sensi di colpa, tornavo indietro e facevo il cambio, sommessamente.

Con l’estate è andata meglio perché con i sandali ho raggiunto un compromesso con le mie adorate BIRKENSTOCK.

Il ritorno della stagione fredda mi ha sopraffatto. L’inerzia della quotidianità casalinga tra webinar infiniti e lavoro (ho la grande fortuna di avere casa e ufficio sullo stesso pianerottolo: qualità della vita super) mi fa vivere SEMPRE in pantofole, ormai.

Mi sono abbrutita? forse. 

Ciabatto tra casa e ufficio senza un domani, con le mie scarpe riposte senza più voglia di volerle indossare.

Sinceramente sento anche poca voglia di uscire, risucchiata da questa sciatteria che forse per me hanno sempre rappresentato le pantofole.

Ecco.

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