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Il modello della razionalità tecnica

Abbiamo approfondito l’articolo Clinical judgement and the medical profession scritto da Guver S. Kienle e Helmut Kiente, che parla del giudizio clinico all’interno della sanità. L’elaborato spiega inoltre il concetto di Razionalità Tecnica, il modello corrispondente di professionalità, che concepisce la pratica intelligente come un’applicazione di una scienza esterna: il medico trasmette i suoi problemi ad uno scienziato esterno che, dopo aver risolto il problema, restituisce conoscenza scientifica e orientamenti scientifici alla pratica.

Il modello della Razionalità Tecnica sposta l’enfasi dalla relazione paziente-dottore al contratto client-provider. La realizzazione pratica di questo modello conduce ad una vasta regolazione esterna delle attività del dottore, ad una diminuzione d’autonomia, ad una de-professionalizzazione, ad una proletarizzazione e ad una perdita di controllo della medicina. Le conseguenze sono uno schiacciante carico di lavoro burocratico, prestazioni di esperti ristrette, e un tempo minimo per il singolo paziente. In molti paesi i dottori si sentono totalmente demoralizzati dalle loro situazioni.

Tuttavia, in contrasto con la teoria positivista e l’ideale Razionalità Tecnica, la pratica della professione medica è stata spesso descritta come la combinazione di scienza pratica e talento. Il modello della Razionalità Tecnica si è dimostrato esageratamente semplicistico e applicabile soltanto a situazioni semplici, ripetitive e nocive, ma non alla complessità che generalmente caratterizza la vera vita professionale. Per una epistemologia più elaborata della pratica professionale sono caratteristici parecchi ulteriori tratti, in aggiunta alla conoscenza esterna: conoscenza tacita, riflessione in azione e cognizione Gestalt.

La conoscenza tacita (implicita) costituisce generalmente la maggior parte della conoscenza degli esperti. I professionisti con esperienza ed esperti non fanno affidamento solo sulla conoscenza esplicitamente fattuale ma anche sulla conoscenza tacita. Il medico competente elabora innumerevoli giudizi di qualità per i quali non può esprimere criteri adeguati, e sfoggia abilità per le quali non può esprimere regole e procedure. I medici sanno più di quanto possano dire, ed è la conoscenza tacita che distingue il maestro dall’apprendista. La conoscenza degli esperti con la sua sorprendente flessibilità, sensibilità al contesto e orientamento individuale non può essere rimpiazzata dalla formalizzazione. Questo è inoltre applicabile alla scoperta scientifica: le abilità di scorgere un problema, di anticipare ciò che non si conosce, e di trovare una nuova strada per la comprensione e la conoscenza sono tutte basate sulla dimensione tacita.

La riflessione in azione diventa rilevante quanto il medico ha a che fare con una situazione d’incertezza, d’instabilità, di unicità e valori conflittuali. Quando messo a confronto con problemi per i quali non sono sufficienti linee guida esplicite o conoscenza implicita, o quanto prestazioni spontanee producono risultati inattesi, i medici possono trasformarsi in ricercatori all’interno della loro stessa pratica. Entrano in una conversazione riflessiva con la situazione al fine di trovare una soluzione. Aperti per la scoperta di nuovi fenomeni, divengono artistici e creativi, e possono eventualmente produrre nuove idee e conoscenze. Attraverso la riflessione, possono anche far venire a galla e criticare le comprensioni tacite che si sono sviluppate attorno le osservazioni ripetitive e le linee guida. In questo modo, la riflessione può servire da correttivo al sovra-apprendimento.

La cognizione Gestalt valuta la totalità di un modello che è irriducibile alle sue parti e concepibile indipendentemente dai suoi particolari. Mentre gli approcci stocastici valutano le correlazioni, un approccio orientato alla Gestalt valuta i modelli. L’esperienza personale può tramutarsi in cognizione Gestalt, che può essere rielaborata nella logica del pensiero tacito, ed eventualmente essere manifestata anche nel potere tacito del genio scientifico o artistico. Ѐ questa capacità nella cognizione Gestalt che consente la conoscenza degli esperti, che è la sua eccezionale abilità d’interpretare rapidamente le situazioni e ad esibire performance notevoli. La cognizione Gestalt promuove inoltre le capacità di riflettere in azione.

Una questione importante è se queste caratteristiche di professionalità abbiano qualche rilevanza nel giudizio degli effetti terapeutici. La risposta dev’essere definitivamente negati, vale a dire, fino a quando si ritiene veritiero il detto di David Hume: fino a che un singolo caso di valutazione casuale viene considerato principalmente impossibile. Eppure, la scuola della teoria Gestalt, e anche altri epistemologi, hanno sollevato un’opposizione contro la dottrina di Hume e indicato nuovi modi per il riconoscimento della casualità che sono rilevanti anche per la medicina.

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Laureato in Lettere all'Università del Piemonte Orientale, si sta specializzando in Scienze Antropologiche ed Etnologiche all'Università di Milano-Bicocca. Giornalista e scrittore vercellese, ha collaborato con molte testate locali e nel 2015 ha pubblicato il romanzo d'esordio "Qui non arriva la pioggia". Nel 2017 ha poi pubblicato "Il peccato armeno, ovvero la binarietà del male".

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