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Medicina narrativa. Ritornare a se stessi attraverso la narrazione – I Feaci- il popolo dell’ascolto

Medicina Narrativa Feaci“Poseidone era in collera con noi perché noi siamo i felici accompagnatori di tutti”.  “Hai da sapere che non ci sono piloti tra i Feaci, e non ci sono timoni, come hanno le altre navi: ma esse da sole conoscono i pensieri e le intenzioni degli uomini, e conoscono le città e i fertili campi di tutte le genti e varcano rapidissime l’abisso del mare, avvolte da una nuvola di nebbia”: “Non hanno in mente i Feaci l’arco o la faretra ma sempre alberi e remi e navi ben equilibrate”…

L’augurio che mi sono posta scrivendo queste poche righe sui Feaci è contribuire perché tra le persone comuni si possa recuperare la capacità di stare assieme per ascoltare le proprie Odissee a vicenda, senza giudicare,  in un vicendevole aiuto per ritrovare se stessi: vi sono periodi  in cui la mente è sgombra e nitida come quella dei Feaci  e periodi in cui si è e ci si sente oudos, nessuno. L’incontro tra umani va ben oltre l’ospitalità superficiale e sta proprio nella conoscenza reciproca,  quella che si svela, in un ambiente di fiducia da costruire  lentamente e tale da permettere di dire la verità dietro la maschera, per esprimere dolori e  tempi felici. Per permettersi di ritrovare, attraverso il racconto ad altri,  chiarezza di navigazione e guidare da soli la propria nave verso il luogo desiderato.  Ecco a che serve l’isola dei Feaci, la cassa di risonanza della narrazione delle vicende umane.

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Epidemiologa e counselor, divulgatrice delle Humanities for Health in Italia. "Coming from a classic humanistic high school, I’ve chosen to integrate this knowledge with scientific university studies, in primis, chemistry and pharmacology. After this experience, I quit academy since I wanted to challenge myself in “real life practice” in the private multinational environment, and through these I’ve been following international projects. I worked in a private company in medical research then moved to health economics among the pioneers, achieving also an academic specialization in Epidemiology, and and then I moved to consultancy and to business education. Fondazione ISTUD with this humanistic management approach represented the possiblity to build a bridge between science and humanities in health care. In the mean while I became counselor with transactional analysis vision. I'm deeply inspired by culture, multinational exchange, youth concrete education, gender non discrimination, and social living. "

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