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Medicina Narrativa: dal singolare al plurale per generare sostenibilità

CONVEGNO “PRATICHE NARRATIVE E CURA”: Milano, 6 maggio 2013

Fondazione ISTUD – Medicina Narrativa: dal singolare al plurale, per generare sostenibilità

L’intervento previsto nell’ambito del Convegno intende affrontare il tema della Medicina Narrativa dal punto di vista della sostenibilità: l’allineamento tra tutti i soggetti che intervengono in un percorso di cura, dal paziente al professionista medico-sanitario, fino alla direzione sanitaria, contribuisce al raggiungimento dell’appropriatezza degli interventi, generando sostenibilità all’interno di un’organizzazione sanitaria.

Cosa significa sostenibilità nel mondo della sanità? Tale termine non si riduce solo ad una questione economica; sostenibilità è rispondere alla qualità delle cure, alle esigenze e aspettative altrui, pensando alle generazioni future. L’ascolto permette la comprensione, conoscenza e consapevolezza dei bisogni di tutti, pazienti e professionisti sanitari. Solo attraverso questa operazione si potranno evitare gli atteggiamenti sempre più crescenti di medicina difensiva da un lato e di sfiducia e mal-disposizione dall’altro.

La Medicina Narrativa permette di modificare l’approccio tradizionalmente “verticale” del medico, attraverso un approccio “bottom-up”, ovvero che pone il medico ed il paziente al centro di una relazione circolare, di bilateralità.

Sostenibilità è anche migliorare la qualità del lavoro dei professionisti sanitari che, sottoposti a sovraccarichi e stress quotidiani, possono rigenerarsi attraverso la reale comprensione dei pazienti in cura, trovando stimoli e conforto nella complicità raggiunta con loro. E l’attenzione data al paziente, genera in lui uno stato emozionale positivo che può migliorare l’aderenza alla terapia ed influenzarne, in qualche caso, il risultato. L’allineamento raggiunto contribuisce, a fronte di un’iniziale percezione di richiesta di maggiore tempo e impegno, a snellire l’intero percorso di cura, rendendolo più fluido nelle fasi successive.
Su scala più allargata, l’insieme dei percorsi di cura gestiti con tali modalità, porta a dei risultati importanti e tangibili in un’organizzazione sanitaria, sia dal punto di vista di riduzione degli sprechi dovuti ad un eccessivo ricorso ad esami e strumenti diagnostici di tipo difensivo, sia dal punto di vista del clima dell’ambiente di lavoro, e quindi del benessere all’interno della struttura sanitaria, sia, aspetto più importante, dal punto di vista della qualità dei servizi offerti alle persone in cura.
Sostenibilità, infine, è credibilità, raggiunta passando dal singolare al plurale. Le storie svelano ciò che è buono e ciò che è disfunzione nell’organizzazione sanitaria, ma non può bastare una sola storia a comprendere l’esperienza di un percorso di cura. Passando da una visione singolare (il caso) ad una plurale (le ricorrenze), per quanto ciascuna narrazione sia unica nel suo genere, si possono individuare le chiavi di lettura giuste per strutturare (o ristrutturare) un modello organizzativo. I racconti, diari, frasi che non vengono realmente condivisi attraverso un lavoro metodologico di rilettura comune, consentono sì di partecipare, ma non di fare quel salto di qualità che la Medicina Narrativa permette di fare.

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Laurea in Scienze Naturali presso l’Università degli Studi di Torino. Project manager e docente dell’Area Sanità di ISTUD dal 2010. Esperta nella realizzazione di ricerche organizzative in ambito sanitario, in particolare attraverso l’approccio della Medicina Narrativa, applicata a progetti di respiro nazionale e internazionale per l’analisi dell’organizzazione e qualità dei percorsi di cura. Coordina percorsi formativi accreditati ECM sulla Medicina Narrativa rivolti a professionisti sanitari, svolgendo attività di docenza applicata e tutoraggio. Coordina progetti europei finanziati nell’ambito dei Lifelong Learning Programme, con particolare riferimento alle metodologie formative basate sullo storytelling. Collabora con la Società Italiana di Medicina Narrativa e con referenti di università internazionali. Partecipa in qualità di relatrice a convegni promossi da società scientifiche e Aziende Sanitarie.

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