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Letture estive: La morte di Ivan Il’ič di Lev Nikolaevič Tolstoj

Meglio leggere “La morte di Ivan Il’ič”, un classico delle medical humanities, che non una narrazione in cui si parla di un paziente lasciato morire da solo. Di fatto entrambi i testi portano alla stessa questione: la dignità del morire. Ma la penna di Tolstoj ci protegge pensando che sia un atto di pura invenzione, mentre vederselo scritto da un figlio disperato e arrabbiato ci rimanda ad una realtà difficile da inghiottire. – Maria Giulia Marini

Ivan Il’ic ha una vita soddisfacente, una buona carriera, una vita familiare e sociale apparentemente appagante. Nel nuovo appartamento di Pietroburgo, città in cui si è trasferito dopo una promozione, cade da uno sgabello, sistemando una tenda, e prende un colpo al fianco. Il dolore provocato dalla caduta diventa, nei giorni, sempre più forte e tutte le cure si rivelano inutili. Il pensiero della morte gli fa riconoscere la falsità della sua vita, di chi lo circonda, dei suoi apparenti successi. L’unica persona che gli sa stare vicino è un giovane servo che lo assiste fino alla terribile agonia. Morente, capisce che così libererà, prima che se stesso, gli altri dalla sofferenza e con questo pensiero muore sereno.

La morte di Ivan Il’ič” (“The death of Ivan Ill’ič“) è un classico del corpus letterario di Tolstoj, pubblicato per la prima volta nel 1886. Ancora oggi estremamente attuale e fruibile, ne proponiamo la libera lettura ai nostri lettori.

 

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Epidemiologa e counselor - 30 anni di esperienza professionale nel settore Health Care. Studi classici e Art Therapist Coach, specialità in Farmacologia, laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Ha sviluppato i primi anni della sua carriera presso aziende multinazionali in contesti internazionali, ha lavorato nella ricerca medica e successivamente si è occupata di consulenza organizzativa e sociale e formazione nell’Health Care. Fa parte del Board della Società Italiana di Medicina Narrativa, Insegna all'Università La Sapienza a Roma, Medicina narrativa e insegna Medical Humanities in diverse università nazionali e internazionali. Ha messo a punto una metodologia innovativa e scientifica per effettuare la medicina narrativa. Nel 2016 è Revisore per la World Health Organization per i metodi narrativi nella Sanità Pubblica. E’ autore del volume “Narrative medicine: Bridging the gap between Evidence Based care and Medical Humanities” per Springer nel 2018 e di "The languages of care in narrative medicine" del 2018, e di pubblicazioni internazionali sulla Medicina Narrativa. E’ conferenziere in diversi contesti nazionali e internazionali.

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