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La struttura del coronavirus diventa musica: l’esperimento del MIT di Boston

Volentieri segnaliamo questa intervista a Markus Buehler, ingegnere programmatore e fisico al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston.

Grazie alla sonificazione, una tecnica di intelligenza artificiale, Buehler ha tradotto in musica le sequenze di aminoacidi presenti nella catena proteica del virus: è una strategia di comprensione, per capire come il virus “inganna” le nostre cellule.

Ascoltando le vibrazioni del SARS-CoV-2, ci rendiamo conto che il virus usa frequenze gentili per farsi ospitare dalle cellule, che poi saranno da lui riprogrammate a suo uso e consumo. È un incantatore suavissant: Piccina fammi entrare, sono una vecchia stanca, dice la strega di Biancaneve, o il lupo che finge la voce della nonnina a letto per Mangiarsi Cappuccetto Rosso.

Ma nella natura non c’è buono o cattivo. C’è la realtà. Ecco perché le fiabe non vanno addolcite quando raccontate ai bambini: il cattivo non si trasforma in buono (poche sono le conversioni degli innominati), il predatore è predatore. Pedagogicamente, sta a noi non farci sorprendere, senza però vivere tutti i giorni in uno stato di allerta o di panico: anche se siamo fisicamente più soli di prima, è la dimensione dello stare insieme con gli altri che allenta lo stato di stress da difesa. Però non neghiamo la realtà: la natura è la fuori, matrigna e benigna al contempo, in una pluralità magica di forme.

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Epidemiologa e counselor - 30 anni di esperienza professionale nel settore Health Care. Studi classici e Art Therapist Coach, specialità in Farmacologia, laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Ha sviluppato i primi anni della sua carriera presso aziende multinazionali in contesti internazionali, ha lavorato nella ricerca medica e successivamente si è occupata di consulenza organizzativa e sociale e formazione nell’Health Care. Fa parte del Board della Società Italiana di Medicina Narrativa, Insegna all'Università La Sapienza a Roma, Medicina narrativa e insegna Medical Humanities in diverse università nazionali e internazionali. Ha messo a punto una metodologia innovativa e scientifica per effettuare la medicina narrativa. Nel 2016 è Revisore per la World Health Organization per i metodi narrativi nella Sanità Pubblica. E’ autore del volume “Narrative medicine: Bridging the gap between Evidence Based care and Medical Humanities” per Springer nel 2018 e di "The languages of care in narrative medicine" del 2018, e di pubblicazioni internazionali sulla Medicina Narrativa. E’ conferenziere in diversi contesti nazionali e internazionali.

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