Negli ultimi decenni la medicina narrativa è diventata uno dei linguaggi più potenti per restituire umanità alla cura e costruire ponti tra la scienza e la vita delle persone.
In questo cammino, l’Istituto ISTUD ha avuto un ruolo centrale in Italia, contribuendo a sviluppare una cultura della cura basata sull’ascolto, la riflessione e la narrazione.
Dalle culture organizzative alle culture della cura
Fondato nel 1970, ISTUD è il primo istituto italiano di formazione manageriale indipendente. Fin dalle origini, guidato da studiosi come il sociologo Pasquale Gagliardi – autore del volume Le imprese come culture – l’istituto ha posto l’accento sulla dimensione umana e simbolica delle organizzazioni.
Gagliardi sosteneva che il solo dato quantitativo non bastasse per comprendere la realtà: per capire davvero come funzionano le organizzazioni, bisogna esplorare anche i racconti, i significati e i valori condivisi.
I metodi narrativi sono così diventati, già negli anni Settanta, uno strumento di indagine e di crescita, capace di far emergere le culture organizzative e di trasformarle in comunità di pratica.
Questa visione umanistica e sistemica del lavoro è stata il terreno fertile da cui, nel 2002, è nata l’Area Sanità e Salute (Health & Wellbeing Area): il ramo di ISTUD che porta la narrazione dentro la medicina.

La nascita della medicina narrativa in ISTUD
L’Area Sanità e Salute nasce con l’obiettivo di umanizzare le cure e integrare le scienze umane con la medicina basata sull’evidenza.
La narrazione diventa così un metodo di ricerca, di formazione e di innovazione: un modo per comprendere i vissuti di pazienti, caregiver e professionisti, e per trasformarli in conoscenza utile a migliorare la qualità delle cure.
Secondo la definizione di ISTUD, la medicina narrativa è:
- Democratica, perché dà valore all’esperienza di ogni voce coinvolta nella cura;
- Integrata con la medicina basata sull’evidenza (EBM), coniugando dati e storie;
- Ecologica, poiché lega la salute individuale al benessere collettivo e ambientale;
- Radicata nelle narrazioni reali, che diventano strumenti di conoscenza e di cambiamento.
Formazione: imparare ad ascoltare, scrivere, condividere
La formazione è uno dei pilastri del contributo di ISTUD alla medicina narrativa.
L’istituto propone percorsi che insegnano ai professionisti della salute a trasformare l’ascolto e la scrittura in strumenti di cura, riscoprendo il valore della relazione e della riflessione.
Tra le iniziative più significative:
- Il Master in Salute e Medicina Narrativa Applicata, rivolto a professionisti sanitari, educatori e operatori sociali, che unisce scienze cliniche e umanistiche;
- I corsi ECM e i seminari brevi dedicati alla narrazione in sanità;
- I Summer Interludes, seminari internazionali online tenuti da esperti – come Maria Giulia Marini e John Launer – che esplorano la relazione tra storie, cura e medical humanities.
Durante i laboratori, i partecipanti imparano a raccogliere e interpretare le storie di malattia, ma anche a rileggere le proprie esperienze professionali e personali.
Scrivere, ascoltare e condividere diventano pratiche riflessive che aiutano a dare senso alla cura e a ritrovare la motivazione nel proprio ruolo.
Ricerca: quando le storie generano conoscenza
Oltre alla formazione, ISTUD ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della ricerca scientifica basata sulla narrazione.
Fin dai primi anni 2000, i ricercatori dell’Area Sanità e Salute hanno utilizzato il metodo narrativo per esplorare l’esperienza dei pazienti e dei professionisti in ambiti come le cure palliative, l’asma grave, il cancro al seno, le malattie croniche e rare, la salute mentale e, più recentemente, il COVID-19.
La narrazione è usata come metodo qualitativo rigoroso, integrato ai dati quantitativi, per comprendere non solo la malattia, ma la vita che le ruota attorno.
Da questi progetti sono nati più di 50 articoli e pubblicazioni internazionali, libri come Health Humanities for Quality of Care in Times of COVID-19 (2022) e Nonviolent Communication and Narrative Medicine for Promoting Sustainable Health (2024), e collaborazioni con ospedali, università, società scientifiche e aziende sanitarie.
Un impatto che trasforma
L’impatto della medicina narrativa, nel lavoro di ISTUD, si misura in termini culturali e umani.
Per i pazienti e i caregiver, raccontare significa essere ascoltati, trovare senso, sentirsi parte del proprio percorso di cura.
Per i professionisti, la narrazione apre spazi di consapevolezza e rigenera il rapporto tra tecnica e umanità.
Per le organizzazioni sanitarie, rappresenta uno strumento di miglioramento della comunicazione interna, della collaborazione nei team e della qualità complessiva delle cure.
ISTUD è oggi riconosciuto come Centro di riferimento per la Medicina Narrativa in Italia, accreditato dal MIUR e connesso con realtà internazionali come il Centre for Humanities and Health del King’s College London.
Attraverso la rivista online Chronicles of Narrative Medicine, che conta oltre cento numeri pubblicati, e grazie alla fondazione della European Narrative Medicine Society (EUNAMES) – riconosciuta da WHO-Europe nel 2020 – ISTUD continua a diffondere nel mondo il valore della medicina narrativa come disciplina scientifica e umanistica.
Conclusione: le storie come motore di cambiamento
La storia di ISTUD dimostra che la medicina narrativa non è un gesto poetico, ma un metodo formativo e scientifico che unisce conoscenza e compassione.
Integra competenze cliniche, umane e organizzative, trasformando la formazione e la ricerca in percorsi di crescita condivisa.
Ascoltare le storie significa comprendere le persone. E comprendere le persone significa migliorare la medicina.
È questa la lezione che ISTUD porta avanti ogni giorno: le storie curano, e curare significa anche raccontare.
