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La narrazione nelle RSA: recensione al Libro di Tiziana Tesauro

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Libro di Tiziana Tesauro: “La narrazione come pratica di attivazione nelle strutture residenziali” edito da ARACNE Editrice, aprile 2013

L’esperimento di Tiziana Tesauro all’interno delle case per anziani, i vecchi ospizi oggi “upgraded” a residenze sanitarie assistenziali (RSA) è pieno di significato e coraggio. E’ chiaro che nel migliore dei mondi possibili queste strutture non dovrebbero neanche esistere. Non dovrebbe esistere l’idea, il nome, e quindi la stessa architettura. Nel migliore dei mondi possibili ci si augura una vecchiaia serena e attiva, con una propria abitazione, o perlomeno stanza, nella propria comunità di appartenenza: e ci si augura una morte serena, nel sonno. Senza accanimento terapeutico. Ma non siamo nel migliore dei mondi possibili, Enea è partito per conquistare Roma lasciando il vecchio padre Anchise nella sua città in fiamme ed ecco che assistiamo alla crescita esponenziale della costruzione delle Residenze Sanitarie Assistenziali, pochissime del pubblico, molte religiose e molte private.

Questa le breve premessa alle future poche parole con cui ho iniziato la recensione: questo esperimento è un atto di coraggio. La Tesauro, in questo non luogo, riesce attraverso la narrazione a rendere attivi gli anziani, per farli passare dal Ricordo, al racconto, dal Racconto al Ritrovarsi e dal Ritrovarsi a diventare soggetti agenti. Minimizzando quindi le derive della passività, dell’esperienza di confino, della perdita di sè stessi. E non passando attraverso la simulazione squallida che va per l’immaginazione: “Immagina questo posto come se fosse casa tua”. come un diktat dall’alto. Non è casa loro, e gli anziani lo sanno benissimo. Non ci sono più i loro oggetti, e i vecchi ne sono consapevoli. Ma la narrazione dei ricordi, della propria persona si dispiega oltre l’inventario degli oggetti o i metri quadri di casa propria. Le persone si attivano e superano i vincoli fisici e materiali a cui sono sottoposte.

E allora, se comunque siamo costretti a fare un compromesso e accettare nella nostra esistenza le RSA perchè per molti anziani è veramente l’unica soluzione, i laboratori di narrazione per attivare la memoria degli anziani sono una manna che vale più di molte terapie. La Tesauro usa per liberare le possibilità espressive il racconto orale, il disegno, lo scritto, mette in sottofondo delle canzoni napoletane perché l’esperimento è stato effettuato in strutture per anziani del SUD. E riesce a far sì che una persona, Anna lasci la sedia a rotelle, passi al bastone e si rimetta fisicamente in piedi.

Da leggere e imparare per tutti quelli che hanno il compito di lavorare in strutture RSA, i più delicati e complessi “non luoghi” da trasformare in “luoghi” pieni di personalità.

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Epidemiologa e counselor - 30 anni di esperienza professionale nel settore Health Care. Studi classici e Art Therapist Coach, specialità in Farmacologia, laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Ha sviluppato i primi anni della sua carriera presso aziende multinazionali in contesti internazionali, ha lavorato nella ricerca medica e successivamente si è occupata di consulenza organizzativa e sociale e formazione nell’Health Care. Fa parte del Board della Società Italiana di Medicina Narrativa, Insegna all'Università La Sapienza a Roma, Medicina narrativa e insegna Medical Humanities in diverse università nazionali e internazionali. Ha messo a punto una metodologia innovativa e scientifica per effettuare la medicina narrativa. Nel 2016 è Revisore per la World Health Organization per i metodi narrativi nella Sanità Pubblica. E’ autore del volume “Narrative medicine: Bridging the gap between Evidence Based care and Medical Humanities” per Springer nel 2018 e di "The languages of care in narrative medicine" del 2018, e di pubblicazioni internazionali sulla Medicina Narrativa. E’ conferenziere in diversi contesti nazionali e internazionali.

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