La Chart of Humanities: una panoramica sui pilastri del modello bio-psico-socio-spirituale per umanizzare l’isolamento e la cura durante l’emergenza COVID-19

Leggendo i diversi contributi per i pilastri del modello biologico, sociale, psicologico e spirituale per umanizzare l’isolamento e la cura, il primo sentimento è la gratitudine verso la task force che ha dato saggezza e risorse sostenibili a tutte le persone che vogliono trovare qualche piccolo consiglio e non un semplice incoraggiamento retorico.

I contributi provengono da paesi fortemente colpiti dal COVID-19, come il Regno Unito (123), gli Stati Uniti (Boston, Massachusetts), la Spagna, l’Italia e altri due Paesi che – ci auguriamo – non verranno tanto colpiti dalla pandemia, il Portogallo e il Canada (Montreal).

La richiesta era di utilizzare una matrice – il modello biologico, psicologico, sociale e spirituale – per superare il riduzionismo del modello biomedico per promuovere il benessere. È stato interessante vedere che molti consigli “per la mente” sono stati inseriti anche nella parte “biologica”, poiché per questi esperti c’è un’interconnessione tra corpo e mente. Per quanto riguarda la parte spirituale, alcuni dei nostri esperti, che si sono dichiarati non credenti, hanno indicato l’importanza delle relazioni sociali. Le quattro dimensioni sono infatti interconnesse, ed è impegnativo definire confini chiari tra le quattro determinanti. È come un processo osmotico, senza pareti tra i confini ma con membrane biologiche, dove le riflessioni appartengono, secondo gli occhi del lettore, anche a possibili settori diversi.

Come mappa per i lettori, qui proponiamo due tabelle di sintesi delle suggestioni e delle esperienze vissute: la prima riguarda il permanere a casa, la seconda il contesto ospedaliero.

Alla fine, troverete una mappa per poter scrivere i vostri pilastri del benessere.

Tabella 1 – Il contesto domestico

Tabella 2 – Il contesto ospedaliero

Tabella 3 – Volete provare a scrivere i vostri pilastri? 

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Maria Giulia Marini

Epidemiologa e counselor - Direttore Scientifico e dell'Innovazione dell'Area Sanità e Salute di Fondazione Istud. 30 anni di esperienza professionale nel settore Health Care. Studi classici e Art Therapist Coach, specialità in Farmacologia, laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Ha sviluppato i primi anni della sua carriera presso aziende multinazionali in contesti internazionali, ha lavorato nella ricerca medica e successivamente si è occupata di consulenza organizzativa e sociale e formazione nell’Health Care. Fa parte del Board della Società Italiana di Medicina Narrativa, Insegna all'Università La Sapienza a Roma, Medicina narrativa e insegna Medical Humanities in diverse università nazionali e internazionali. Ha messo a punto una metodologia innovativa e scientifica per effettuare la medicina narrativa. Nel 2016 è Revisore per la World Health Organization per i metodi narrativi nella Sanità Pubblica. E’ autore del volume “Narrative medicine: Bridging the gap between Evidence Based care and Medical Humanities” per Springer, di "The languages of care in narrative medicine" nel 2018 e di pubblicazioni internazionali sulla Medicina Narrativa. Ha pubblicato nel 2020 la voce Medicina Narrativa per l'Enciclopedia Treccani e la voce Empatia nel capitolo Neuroscienze per la Treccani. E' presidente dal 2020 di EUNAMES- European Narrative Medicine Society. E’ conferenziere in diversi contesti nazionali e internazionali accademici e istituzionali.

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