Il libro “ARTETERAPIA E NARRAZIONE NELLA FRAGILITÀ”

Oggi, la scienza conferma ciò che i popoli sapevano intuitivamente: l’arte guarisce. Infatti, numerosi studi neuroscientifici mostrano come l’esperienza artistica attivi aree cerebrali legate alla regolazione emotiva, alla memoria autobiografica e alla motivazione. Creare arte stimola il rilascio di neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina, migliorando l’umore e favorendo un senso di piacere, appartenenza e speranza. La pratica artistica favorisce inoltre la neuroplasticità, ossia la capacità del cervello di formare nuove connessioni sinaptiche, fondamentale nei processi di guarigione, adattamento e crescita personale. Durante la creazione o la fruizione artistica, la corteccia prefrontale si attiva, sostenendo il pensiero riflessivo, la capacità di immaginare scenari nuovi, la modulazione delle emozioni. Le immagini artistiche, la musica, il colore, il gesto creativo non coinvolgono solo le aree razionali del cervello, ma attivano profondamente il sistema limbico, sede delle emozioni, e le aree della corteccia orbito frontale associate alla percezione del piacere estetico. L’arte, dunque, modula attivamente le reti neurali della motivazione, della ricompensa e della connessione empatica. Non solo l’amigdala, sede della risposta di attacco o fuga, viene modulata: l’arte favorisce un riequilibrio globale del sistema nervoso, attivando circuiti di calma, apertura, resilienza. Si apre così uno stato di “apprendimento sicuro”, in cui la creatività facilita anche la guarigione di traumi emotivi e la costruzione di nuove identità narrative. 


Maria Giulia Marini

Epidemiologa e counselor - Direttore Scientifico e dell'Innovazione dell'Area Sanità e Salute di Fondazione Istud. 30 anni di esperienza professionale nel settore Health Care. Studi classici e Art Therapist Coach, specialità in Farmacologia, laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Ha sviluppato i primi anni della sua carriera presso aziende multinazionali in contesti internazionali, ha lavorato nella ricerca medica e successivamente si è occupata di consulenza organizzativa e sociale e formazione nell’Health Care. Fa parte del Board della Società Italiana di Medicina Narrativa, Insegna all'Università La Sapienza a Roma, Medicina narrativa e insegna Medical Humanities in diverse università nazionali e internazionali. Ha messo a punto una metodologia innovativa e scientifica per effettuare la medicina narrativa. Nel 2016 è Revisore per la World Health Organization per i metodi narrativi nella Sanità Pubblica. E’ autore del volume “Narrative medicine: Bridging the gap between Evidence Based care and Medical Humanities” per Springer, di "The languages of care in narrative medicine" nel 2018 e di pubblicazioni internazionali sulla Medicina Narrativa. Ha pubblicato nel 2020 la voce Medicina Narrativa per l'Enciclopedia Treccani e la voce Empatia nel capitolo Neuroscienze per la Treccani. E' presidente dal 2020 di EUNAMES- European Narrative Medicine Society. E’ conferenziere in diversi contesti nazionali e internazionali accademici e istituzionali.

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