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“Farmacia Narrativa” nel contesto ospedaliero: un project work dal Master in Medicina Narrativa Applicata

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Il laboratorio dell’Alchimista – Giovanni Stradano

Il neologismo “Sanità Narrativa” ci permette di ripensare la narrazione come strumento utile solo per l’incontro tra medico e paziente, arrivando a comprendere tutti i differenti ruoli che lavorano nell’ambito della cura: medici, infermieri, terapisti, educatori, farmacisti, psicologi, assistenti sociali, e le tante altre professioni sanitarie. La Medicina Narrativa si amplia, mostrando come i suoi strumenti teorici e pratici possano indagare e migliorare la qualità della cura a tutto tondo: nella relazione col paziente e all’interno del team di lavoro, nell’organizzazione, nel benessere dei pazienti, dei caregiver e di tutti i professionisti.

A questo proposito, presentiamo “Farmacia Narrativa. Farmacisti ospedalieri del futuro e del presente si confrontano per riscoprire la professione attraverso la narrazione”, il project work sviluppato da Daniela Scala e Maria Titti Faggiano nell’ambito del Master in Medicina Narrativa Applicata: un altro esempio del carattere concreto di questo percorso formativo, che intende fornire gli strumenti della Medicina Narrativa per agire efficacemente nei contesti sanitari, migliorare il clima di lavoro, le relazioni all’interno dei team di cura, le relazioni tra curanti e pazienti.

Il project work ha avuto l’obiettivo di indagare l’identità ed il vissuto professionale dei farmacisti ospedalieri, individuando i punti di forza e di debolezza percepiti, per accrescere la valorizzazione del loro ruolo.

Per mettere a confronto le due generazioni di farmacisti ospedalieri del presente e futuri professionisti, sono stati coinvolti nell’attività di narrazione quindici farmacisti del Sistema Sanitario Nazionale e quindici specializzandi, entrambi i gruppi reclutati presso due strutture ospedaliere.

Attraverso una traccia, i professionisti sono stati invitati a raccontare il proprio vissuto professionale a partire dalle proprie motivazioni e prime esperienze sul campo, descrivendo le relazioni quotidiane con i pazienti e con i colleghi, esprimendo i dubbi, le difficoltà, le riflessioni, ma anche gli elementi di soddisfazione e gratificazione, fino alla visione del proprio futuro lavorativo.

Tra i principali risultati emersi, in entrambi i gruppi è forte il tema dell’aspettativa di un maggior riconoscimento professionale all’interno delle strutture ospedaliere: spesso infatti il ricorso ad espressioni come “dispensatore di farmaci”, “commerciante”, lascia intendere una percezione svalutante della categoria. Nei più giovani il futuro è descritto con entusiasmo, c’è la voglia di impegnarsi in questo percorso appena intrapreso, conoscere e crescere, sia umanamente che professionalmente. Per loro è molto importante avere delle figure di riferimento, così come lavorare in un team, descritto spesso come una “squadra”. Nei farmacisti strutturati sono più presenti la fatica ed il disincanto, sia dovuti a dei ritmi di lavoro subiti e considerati insoddisfacenti, sia alla descrizione di un clima di lavoro meno collaborativo, chiuso, meno “squadra” e più problematico.

Questo lavoro rappresenta una prima inedita e preziosa esperienza di ascolto dei professionisti che si occupano di Farmacia Ospedaliera, che ci auguriamo possa essere seguita da altre iniziative di coinvolgimento del farmacista ospedaliero nei team sempre più multidisciplinari delle nostre aziende sanitarie.

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Laurea in Scienze Naturali presso l’Università degli Studi di Torino. Project manager e docente dell’Area Sanità di ISTUD dal 2010. Esperta nella realizzazione di ricerche organizzative in ambito sanitario, in particolare attraverso l’approccio della Medicina Narrativa, applicata a progetti di respiro nazionale e internazionale per l’analisi dell’organizzazione e qualità dei percorsi di cura. Coordina percorsi formativi accreditati ECM sulla Medicina Narrativa rivolti a professionisti sanitari, svolgendo attività di docenza applicata e tutoraggio. Coordina progetti europei finanziati nell’ambito dei Lifelong Learning Programme, con particolare riferimento alle metodologie formative basate sullo storytelling. Collabora con la Società Italiana di Medicina Narrativa e con referenti di università internazionali. Partecipa in qualità di relatrice a convegni promossi da società scientifiche e Aziende Sanitarie.

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