fbpx

Cantare per la salute dei polmoni

In anni recenti, diversi ricercatori si sono concentrati sul modo in cui il corpo e la mente rispondo alla musica, esplorando i modi di impiegarla nel mondo della cura. Nell’articolo Singing for Lung Health: a systematic review of the literature and consensus statement, Lewis e colleghi raccolgono quelle ricerche che suggeriscono che cantare è terapeutico, soprattutto per le persone che vivono con una condizione polmonare a lungo termine.

Come riassunto dalla British Lung Foundation, l’atto del cantare in gruppo a scopo terapeutico può:

  • Migliorare la qualità della vita e ridurre la solitudine e l’isolamento sociale;
  • Contribuire a migliorare la postura e ad aumentare la forza della voce;
  • Ridurre la sensazione di avere il fiato corto e a controllare meglio la respirazione, rafforzando i muscoli respiratori.

Nel Regno Unito, c’è un crescente interessare per questo approccio, denominato Singing for Lung Health, e l’esperienza dei gruppi di canto per persone con problemi polmonari è ormai consolidata.

Come riportato da Lewis e colleghi, è stato convocato un gruppo di consenso per discutere questioni specifiche, quali le caratteristiche che rendono l’approccio SLH diverso da altre forme di canto in gruppo; una revisione sistematica delle evidenze; le lacune presenti in questa base di evidenze; la definizione delle misure necessarie per valutare le risposte individuali all’approccio SLH e la qualità dei programmi; e la formazione di base, l’esperienza e le competenze richieste a chi deve condurre i gruppi di canto che seguono questo approccio per fornire dei programmi di qualità.

Anche se sono necessari studi più approfonditi, dati quantitativi emersi dal lavoro del gruppo di consenso suggeriscono che il canto ha il potenziale per migliorare la qualità della vita e la salute delle persone affette da patologie polmonari, in particolare per quanto riguarda la salute fisica e i livelli di ansia, mentre quelli qualitativi indicano che il canto è sicuramente un’esperienza piacevole per i pazienti, che riferiscono di riuscire ad affrontare meglio la loro condizione di salute.

Share:

Written by

Laurea magistrale in Scienze Antropologiche ed Etnologiche presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Specializzata nel campo dell’antropologia medica, ha condotto attività di formazione a docenti, ingegneri e medici operanti in contesti sia extra-europei che cosiddetti “multiculturali”. Ha partecipato a diversi seminari e conferenze, a livello nazionale e internazionale. Ha lavorato nel campo delle migrazioni e della child protection, focalizzandosi in particolare sulla documentazione delle torture e l’accesso alla protezione internazionale, svolgendo altresì attività di advocacy in ambito sanitario e di ricerca sull’accesso alle cure delle persone migranti irregolari affette da tubercolosi. Presso l’Area Sanità di Fondazione ISTUD si occupa di ricerca, scientific editing e medical writing.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.