Pubblicazione scientifica del progetto PRESERVIAMO

Obiettivo: Al fine di studiare lo scenario italiano delle cure per la preservazione della fertilità rivolte alle donne con cancro, la ricerca ha valutato l’esperienza delle donne che hanno effettuato la crioconservazione degli ovociti prima di iniziare il trattamento del cancro, con l’obiettivo di individuare il valore e gli elementi critici del percorso di cura e rafforzare la rete multidisciplinare tra gli operatori sanitari.

Designo sperimentale: La ricerca si è articolata in una prima fase di raccolta di narrazioni e in una seconda fase di analisi dei contenuti.

Impostazione della ricerca: La ricerca è stata condotta in Italia tra giugno e ottobre 2016 e diffusa on line.

Pazienti: la raccolta di narrazioni è stata rivolta a donne adulte e in età riproduttiva, che hanno effettuato l’intervento di crioconservazione degli ovociti prima dei trattamenti radio o chemioterapici, e ai professionisti sanitari che collaborano con il centro di preservazione della fertilità.

Interventi: sono state utilizzate trame semi-strutturate per raccogliere racconti da pazienti e operatori sanitari sulle loro esperienze del percorso di cura. Le narrazioni sono state analizzate utilizzando metodi di analisi dei contenuti e confrontate tra i due gruppi di intervistati.

Principali risultati numerici ottenuti: Sono state raccolte 58 narrazioni, rispettivamente 33 dalle donne in cura e 25 da operatori sanitari.

Risultati: La maggior parte delle pazienti ha rivelato di essere stata ben informata e sostenuta dal team multidisciplinare di cura (78%), e dopo la preservazione della fertilità di aver affrontato il trattamento del cancro con un atteggiamento più positivo (89%). Gli operatori sanitari hanno confermato gli effetti positivi della crioconservazione degli ovociti sulle pazienti (65%), anche se la rete multidisciplinare è stata giudicata inadeguata (65%).

Conclusioni: Le buone pratiche e gli elementi critici riportati nelle esperienze di cura suggeriscono la necessità di strutturare un percorso nazionale di cura multidisciplinare che coinvolga gruppi oncologici di cura. L’uso di narrazioni per esplorare come pazienti e operatori sanitari procedono attraverso il mantenimento della fertilità e il trattamento del cancro può aiutare ad integrare questa rete multidisciplinare.

Questo un breve estratto della nuova pubblicazione di Fondazione ISTUD relativa al progetto PRESERVIAMOL’articolo è stato pubblicato sulla rivista peer-reviewed Fertility and Sterility, con il titolo Fertility preservation and cancer treatment: Use of narratives to integrate multidisciplinary approaches in a single network.

L’articolo è il risultato dell’importante contributo di Paola Chesi, ricercatrice dell’Area Sanità e Salute di Fondazione ISTUD e Project Manager del progetto, e ha avuto il sostegno e l’impegno di Alessandra Razzano, Paola Chesi, Marta Sestero, Francesca Salvagno, Alberto Revelli, Chiara Benedetto, in qualità di autori.

 

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Ricercatrice dell’Area Sanità e Salute di Fondazione ISTUD. Laurea Magistrale in Biotecnologie Industriali presso l’Università di Milano-Bicocca, Master Scienziati in Azienda presso Fondazione ISTUD. Esperta di Medical Writing con una declinazione nelle aree di ricerca qualitativa e Medicina Narrativa. Collabora su progetti di ricerca, formazione e sviluppo aventi per oggetto il miglioramento della qualità di vita e di cura di pazienti affetti da patologie genetiche o croniche.

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