Il trauma e il corpo

articolo realizzato dalla prof.essa Delia Duccoli

Prof.essa Delia Duccoli

Prof.essa Delia Duccoli

“Le vittime di traumi spesso hanno sintomi anziché ricordi” (K. Harvey 1990) è il motivo per cui spesso terapie o tentativi di aiuto basati sulla parola mostrano limiti nella cura.

Insonnia, sintomi fisici privi di base organica, dipendenze, ruminazioni, ansia generalizzata, attivazione e sregolazione delle emozioni o distacco emotivo sono a volte gli unici segnali di traumi subiti nel corso della propria vita e non integrati.

Esistono molte tipologie di traumi, piccoli, chiamati traumi con la T minuscola e Traumi grandi, con la T maiuscola. Sono Traumi le grandi catastrofi, come i terremoti, gli incidenti, l’aver subito violenze, le malattie, gli interventi chirurgici. Traumi sono anche un susseguirsi di eventi avversi o di periodi di trascuratezza, come in alcuni Traumi dell’Attaccamento accaduti in età così precoce da non conservarne memoria esplicita.

Possiamo incontrare anche il Trauma Vicario, un trauma vissuto da chi è vicino o assiste al Trauma, dai parenti, gli amici, i caregiver che si prendono cura della persona traumatizzata, a volte subendone le stesse reazioni.

Quale evento avverso si trasformi in trauma, con la T maiuscola o minuscola, dipende anche dall’individuo e dall’esperienza soggettiva che vive. Non tutti coloro che sono esposti a un trauma sono traumatizzati, molto dipende dalle azioni che hanno potuto mettere in atto per difendersi, reagire ed integrare l’evento nella propria esistenza.

Il Trauma è infatti definito dall’OMS e dalla letteratura internazionale come un’esperienza unica, individuale, di un evento o di un insieme di eventi in cui viene sopraffatta la capacità dell’individuo di integrare la propria esperienza emotiva, cioè la sua capacità di rimanere presente, comprendere quanto accade, integrare le emozioni e dare un senso all’esperienza.

La situazione traumatica è quella che viene percepita come una minaccia alla sicurezza, alla sopravvivenza e stimola le risposte difensive subcorticali, animali, di attacco, fuga, freezing, morte apparente e scatena l’iper o ipo arousal, una attivazione eccessiva o un congelamento dell’attivazione fisiologica. La percezione della minaccia avviene non solo attraverso una valutazione cognitiva, una decisione razionale ed obiettiva, ma anche tramite sensazioni e impulsi fisici e fisiologici.  Sensazioni e impulsi fisici precedono anzi la percezione cognitiva ed emotiva.

Il corpo ricorda i traumi passati ed è come se la sensazione di pericolo tendesse a permanere in modo modificato ed esagerato molto dopo che il pericolo è passato. Il corpo riattiva le difese di fronte a stimoli apparentemente lontani dalla situazione traumatica, nell’udire un suono o un rumore, nell’osservare gesti e comportamenti innocui. Anche se il ricordo a volte è sfumato o archiviato, le memorie implicite, come sono le memorie somatiche, sensoriali ed emotive, ne tengono traccia.

Corpo e mente sono sottosistemi che interagiscono costantemente, sono come “impastati” nell’organismo umano e la comprensione di come tutta la nostra esperienza sia registrata nel corpo ci permette di comunicare con la mente cosciente ed inconscia attraverso esperienze corporee, integrando percorsi top-down (dai pensieri alle emozioni al corpo) a percorsi bottom up (dalle sensazioni corporee alle emozioni ai pensieri).

Quando il corpo viene considerato una fonte di intelligenza, di ricordi, di informazioni, in ogni esperienza corporea significativa vi si può ritrovare una componente mentale emotiva spirituale.  Sperimentare sensazioni corporee positive, stimolare attività sensoriali, avvicinarsi ad espressioni artistiche come teatro, musica, danza, pittura, scultura sono alcuni dei percorsi protettivi che favoriscono, in particolare per persone che hanno subito traumi, l’integrazione di emozioni, la regolazione dell’attivazione fisiologica e la capacità di concentrarsi sul qui e ora.

Un potente aiuto nell’integrare parti quelle parti dissociate di sé che la sofferenza del Trauma ha allontanato dalla nostra consapevolezza.

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Laurea in Psicologia, esperta sul tema della relazione e comunicazione tra professionista sanitario e paziente. In ambito sanitario segue progetti per la cura della comunicazione con il paziente e la gestione del burn-out degli operatori.

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