Medicina Narrativa ISTUD

Siamo noi – I benefici della medicina a misura d’uomo
Partecipazione di Maria Giulia Marini alla trasmissione “Siamo noi” del 4 maggio 2016

Il senso della medicina narrativa

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Maria Giulia Marini, Direttore Area Sanità e Salute di Fondazione ISTUD

Questo sito desidera riprendere l’antica struttura dell’agorà, il termine greco che indica la piazza in cui persone esperte e competenti e comuni cittadini si possono incontrare per scambiare i propri pensieri, testimonianze, progetti rispetto alla medicina narrativa.

Medicinanarrativa.eu desidera essere una comunità vitale, piena di coraggio (non agorafoba per l’appunto) nel raccogliere e raccontare le storie di pazienti, di medici, e di tutti i professionisti sanitari che si prodigano e si dedicano a dare salute e a curare le malattie.

Il coraggio è necessario per abbattere il tabù del silenzio su disabilità e di malattia e per uscire dai cliché di questa nostra società che più che “liquida”, per dirla alla Baumann, sta incastrandosi sempre di più su altri stereotipi fissi, quelli della presente giovinezza, dell’assenza di malattia, e dell’assenza di sofferenza e di morte. Sarebbe tutto molto bello ma siamo persone umane, non divinità da adorare nei templi.

Vorremmo proprio recuperare assieme quel pezzo di umanità che si sta perdendo in questa contemporanea esasperazione tecnologica, dove le modalità di curare sono sempre più assegnate a procedure fredde e senza parole tra gli operatori: l’inglese Florence Nightingale, la persona che ha dato più prestigio alla categoria degli infermieri a metà del XIX secolo scrisse: ” Spesso i pazienti soffrono di cose ben diverse da quelle indicate sulla loro cartella clinica. Se si pensasse a questo, molte loro sofferenze potrebbero essere alleviate“. Quanta preveggenza nelle parole di questa donna, interamente dedita alla cura degli infermi, che aveva colto fin da allora i limiti della cartella clinica, e di come l’anamnesi clinica da sola non sia sufficiente per curare bene una persona. Ascolto attento e profondo per un’anamnesi sociale. E accoglienza incondizionata della persona.